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Uva bianca e rosè senza semi

L’uva è tutta buona, ma ad alcuni i semi danno un po’ fastidio… e che problema c’è? A settembre ti proponiamo come prodotto del mese g.b.c. l’uva bianca e rosè senza semi, un prodotto eccezionale per bontà e comodità! E se stai pensando all’ennesimo esperimento dell’uomo per fini commerciali, ti sbagli: l’uva senza semi è un prodotto della natura!

Il Territorio

L’uva apirena, cioè che non produce semi, non è stata creata dall’uomo, come molti tendono a pensare. È, infatti, un fenomeno completamente naturale. L’apirenia è fisiologica per alcune varietà, come la sultanina, mentre può essere patologica nel caso di varietà che invece dovrebbero contenere semi. L’assenza di semi nell’acino d’uva è dovuta alla partenocarpia, che consiste nella formazione dei frutti senza la fecondazione. Questa mancata fecondazione, come accade per l’uva di Corinto, è provocata da cause interne, come granelli pollinici il cui tubetto non raggiunge l’ovulo o che anche se a contatto con lo stigma non germinano. Per l’uva sultanina, invece, la partenocarpia è causata dalla mancata funzionalità del gineceo, che non è fecondabile e il frutto, quindi, si sviluppa autonomamente.

La storia

Già gli antichi greci avevano notato il fenomeno della mancanza di semi nell’uva, infatti il termine apirene deriva dal greco ἀπύρηνος, composto a sua volta da ἀ- privativa e da πυρήν, seme.In molti vasi e monete, trovati sia sul suolo Ellenico che in Magna Grecia (cioè sud Italia), sono raffigurati grappoli di quest’uva, che prende infatti il nome di uva di Corinto. L’uva senza semi, oggi, ha acquisito una grande popolarità, soprattutto per la comodità di non avere l’impiccio dei vinaccioli da togliere, ciò la rende molto apprezzata per il consumo come snack e gradita ai bambini. Anche in pasticceria quest’uva è molto apprezzata per la praticità ed è usata soprattutto per i dolci tradizionali, come il panettone e la colomba.

Informazioni nutrizionali

Tra le vitamine di cui è ricca l’uva americana ci sono quelle del gruppo A, B, C, ma è anche carica di sali minerali come potassio, calcio, fosforo, manganese e magnesio. La buccia inoltre contiene tanti polifenoli e flavonoidi.