Sai quello che Mangi?

Albicocca

A giugno comincia ad arrivare sulle nostre tavole tanta frutta e verdura buonissima, freschissima e… coloratissima! E allora ti proponiamo un prodotto del mese dal sapore unico, apprezzato fin dall’antichità: l’albicocca! Bisogna approfittare di questo splendido frutto adesso, perché la loro produzione dura solo fino a luglio. Ma non temere: l’albicocca essiccata, eccezionale anche così, c’è tutto l’anno!

Il Territorio

L’albicocco appartiene alla stessa famiglia delle rose, proprio come la ciliegia, la pesca e la prugna. Ecco perché i suoi fiori sono così belli! Il frutto è riconoscibile dal caratteristico colore giallo-arancio, spesso sfumato nei toni del rosa e del rosso. La buccia è vellutata ed il seme assomiglia alla mandorla. Il seme dell’albicocca, conosciuto come armellina, ha un retrogusto gradevolmente amarognolo, molto apprezzato in pasticceria come essenza e come ingrediente negli amaretti e per la produzione di sciroppi o liquori. In sostanza, le armelline sono mandorle amare che vengono abbinate alle mandorle dolci, per renderne più intenso il gusto.

La storia

Oggi l’albicocca è uno dei frutti estivi più diffusi e amati, soprattutto dai bambini, per la sua dolcezza e per la facilità con cui si può mangiare. Quello che sembra un frutto comune e che spesso diamo per scontato ha origini antichissime. Le prime tracce dell’albicocco risalgono a circa 4000 anni fa e sono state trovate nella Cina nordorientale, al confine con la Russia.
L’albicocco era molto amato dai popoli antichi. Dall’Asia, si diffuse lentamente fino ad arrivare in Armenia, dove fu scoperto dal conquistatore macedone Alessandro Magno, durante le sue guerre contro i Persiani. Successivamente, l’albicocca fu riscoperta dai Romani, che la introdussero in Italia e in Grecia con il nome di armeniacum, per sottolinearne l’origine. Grazie agli Arabi, il frutto si diffuse in tutto il Mediterraneo.
Attualmente, l’albicocco è coltivato soprattutto nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, come l’Italia, la Francia, la Spagna, la Grecia e la Turchia. In Italia, le principali regioni di produzione delle albicocche sono la Campania, l’Emilia Romagna, la Basilicata, la Sicilia e il Piemonte.

Come l’albero e il frutto, anche il nome dell’albicocca ha una lunga storia. Il termine italiano albicocca deriva dallo spagnolo albaricoque. Stessa origine anche per il nome con cui l’albicocca è conosciuta in Francia e Inghilterra, apricot. Il termine spagnolo sembra derivare dall’arabo barqūq, a sua volta derivato, attraverso il greco bizantino, dal latino præcoquum, precoce. L’albicocca è infatti un frutto che si sviluppa prima degli altri, fin dalla tarda primavera.

Informazioni nutrizionali

Fra i macronutrienti presenti nell’albicocca spiccano i carboidrati, pari al 91% dell’energia fornita da questo frutto (28 Calorie ogni 100 grammi); il 6% delle restanti calorie corrisponde a proteine, e il 3% a lipidi. Il frutto è molto ricco di acqua, infatti in 100 gr di albicocca se ne trovano 86,3 g, cui si aggiungono: 6,8 g di zuccheri solubili 1,5 g di fibre (di cui 0,71 g sotto forma di fibre solubili e 0,83 g in forma di fibre insolubili).

Inoltre è una fonte di vitamina K, acidi organici, fenoli, composti volatili (come la benzaldeide), esteri, norisoprenoidi e terpenoidi.

All’interno del nocciolo di albicocca si nasconde invece l’amigdalina, un glicoside cianogenetico dalle interessanti proprietà antitumorali.